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	<title>La Rivolta - Rivista Inesistente</title>
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		<title>l&#8217;amore atomico</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 17:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[- Sogni!?! - Si è corroso l’acciaio e con esso la liberà. Le sbarre e queste mura si sgretolano ma non ha più senso fuggire. Estesa dinanzi a me la verde collina. Vorrei correrci dentro, sfiorare con le mani l’erba alta, ma a cosa servirebbe? Hanno incatenato la mia fantasia ad un sudicio palo ai [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=127&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2011/01/4256964044_9d3ea0e239_m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-128" title="4256964044_9d3ea0e239_m" src="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2011/01/4256964044_9d3ea0e239_m.jpg?w=240&#038;h=160" alt="" width="240" height="160" /></a>- Sogni!?! -<br />
Si è corroso l’acciaio e con esso la liberà. Le sbarre e queste mura si sgretolano ma non ha più senso fuggire. Estesa dinanzi a me la verde collina. Vorrei correrci dentro, sfiorare con le mani l’erba alta, ma a cosa servirebbe? Hanno incatenato la mia fantasia ad un sudicio palo ai margini di quel solito campo di concentramento. Vedo come in un sogno storico alcuni ebrei morire assiderati, morire di fame, soffocati dalle proprie lacrime. Vedo ed ho ribrezzo la mia anima non più libera. Ferma e al muro in attesa del primo colpo che raggiunga la vita o di una mitraglia che le falci il cuore.<br />
Si è corroso lo spirito che rende simile due sguardi sconosciuti, che affascina all’amore e sanguina ferito.</p>
<p>Racconto:<br />
Era l’alba<br />
Due anime in un solitario paesaggio desertico e freddo. Vento.<br />
Buio.<br />
Una detonazione, il fragore di uno scoppio.<br />
L’urto.<br />
La dolcezza &#8211; ricordo di un eterno amore &#8211; svanì e i movimenti ed il bacio  a loro volta vennero distrutti e le molecole dell’amore vennero disintegrate lasciando un vuoto atomico fatto solo di velocità e scontro. Erano ancora uniti in questo nuovo amore atomico anche se i loro baci smisero in sapore ed umidità. Era l’inizio, trascinarsi al suolo in polvere e pietra. Dimenticare sentimenti: nello scontro tra atomi dove alla materia si sostituisce la memoria e rivivere come quel singolo <em>granel di frumento</em>, per trovarne altri per non restare solo.</p>
<p>Confessioni:<br />
Il nostro amore m’ha travolto in un solo istante riducendomi a brandelli, uccidendomi.<br />
Mentre ti scrivo piango ed un nodo stringe il mio nudo collo impedendo alla ragione di fermare la mano, scappa Amore, scappa finché puoi, o questa rivoluzione ti travolgerà e sarai incatenata come noialtri in questa prigione.<br />
Guardo le mie mani invecchiare, ogni parola è un secolo di ignominia e vergogna ed ogni singola cellula è nata morta. E tutte le mie dita si disintegrano fin dentro la materia ed è la rivolta di quell’essere molecolare. L’amore dell’atomo è un giro vitale senza mai sosta, ed io ne sento il suo vorticoso girar attorno. Sentire, eccitato ed irrequieto, vertigini. Cosa mai accadrà quando deciderò di fermarmi? Mi gira la testa. Morirò mentre solo loro potranno vivere e vivranno anche senza di me, senza questa coscienza ingannata dall’assoluto potere del comando che non riesce a governare nulla se non la propria stupida impotenza.</p>
<p>Annoto:<br />
Barattare l’eternità dell’Amore con l’effimera bellezza dell’atomo. MAI!</p>
<p>Fine:<br />
Vorrei essere colpito da migliaia di raggi, sfaldare la struttura della materia disperdermi nello spazio infinito e mai più ricompormi governare la materia senza farne parte, governare l’acqua senza essere acqua, poter stringere il fuoco. Vorrei che un singolo raggio di sole potesse distruggermi come il fulmine con l’albero, bruciare e vivere aldilà e uccidere come il vento alla fiamma e l’assenza d’aria al mio petto roco, uccidere come il tremore e la terra, annegare come il violento oceano indiano e spazzare ogni vita riducendola ad una lettera mai pronunciata dalla muta eternità divina.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dellarivolta.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dellarivolta.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dellarivolta.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dellarivolta.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dellarivolta.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dellarivolta.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dellarivolta.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dellarivolta.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dellarivolta.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dellarivolta.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dellarivolta.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dellarivolta.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dellarivolta.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dellarivolta.wordpress.com/127/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=127&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Addio Maestro</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 23:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Articoli della Rivolta]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monicelli maestro cinema amici miei i soliti ignoti i picari la grande guerra "la Rivolta"]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché la morte non sempre è un liberarsi del corpo o di un corpo e qualcosa in più, è la forza di lasciare un segno o di non lasciarlo, perché la morte di Monicelli è tutto questo ed è sdegno per noi e per questo paese e per il mondo in cui viviamo. Il modo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=120&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/11/monicelli_mario.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-121" title="monicelli_mario" src="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/11/monicelli_mario.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a>Perché la morte non sempre è un liberarsi del corpo o di un corpo e qualcosa in più, è la forza di lasciare un segno o di non lasciarlo, perché la morte di Monicelli è tutto questo ed è sdegno per noi e per questo paese e per il mondo in cui viviamo. Il modo in cui ha deciso di andarsene è sdegno&#8230;<br />
Piangere mentre con la mente si sorvolano le sue pellicole, far coincidere ogni goccia che scivola con una frase detta da suoi attori, con uno scherzo fatto dal Necchi con la serenità delle sue donne e la furbizia di quei bambini già grandi. E Gassman e Sordi, Totò, Tognazzi, Mastroianni, Manfredi… e tutti che ora non ricordo perché commuoversi e anche distrarsi.<br />
Ma voglio assolutamente ricordare le sue ultime parole e tutta quella rabbia che provava verso la mia generazione: arresa, debole e volgare, una generazione cresciuta con troppo e troppo poco. Ed era quello che mancava a lui che poi è quello che manca a tutti noi, questa pochezza di spirito, di ideali, di far valere i propri diritti mentre veniamo segretamente comprati.<br />
Addio Maestro, non amareggiarti se la speranza quella che definivi una trappola ci ha già presi e noi non abbiamo più nulla da sperare e siamo già stanchi per combattere.</p>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dellarivolta.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dellarivolta.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dellarivolta.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dellarivolta.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dellarivolta.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dellarivolta.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dellarivolta.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dellarivolta.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dellarivolta.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dellarivolta.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dellarivolta.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dellarivolta.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dellarivolta.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dellarivolta.wordpress.com/120/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=120&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Sommossa, Hugo (ded@studenti)</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 12:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frammenti d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA["riforma gelmini" "rivolta studentesca" studenti hugo sommossa "i miserabili" "la rivolta rivista inesistente"]]></category>

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		<description><![CDATA[Di che cosa si compone la sommossa? Di nulla e di tutto. Di un’elettricità sviluppatasi a poco a poco, di una fiamma scaturita d’improvviso, di una forza che vaga, di un vento che passa. Questo vento incontra menti che pensano, cervelli che sognano, anime che soffrono, passioni che bruciano, miserie che urlano, e la porta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=111&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/11/5155001154_db858c4c3a.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-112" title="studenti" src="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/11/5155001154_db858c4c3a.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a>Di che cosa si compone la sommossa? Di nulla e di tutto. Di un’elettricità sviluppatasi a poco a poco, di una fiamma scaturita d’improvviso, di una forza che vaga, di un vento che passa. Questo vento incontra menti che pensano, cervelli che sognano, anime che soffrono, passioni che bruciano, miserie che urlano, e la porta con sé.<br />
Dove?<br />
A caso. Attraverso lo Stato, attraverso le leggi, attraverso la prosperità e l’insolenza degli altri.<br />
Le convinzioni irritate, gli entusiasmi inaspriti, le indignazioni eccitate, gli istinti di guerra repressi, i giovani coraggi esaltati, i generosi accecamenti, la curiosità, il gusto del cambiamento, la sete dell’inatteso, il sentimento che porta a leggere con piacere il manifesto di  un nuovo  spettacolo e a gustare, a teatro, il fischio del macchinista; gli odi scuri, i rancori, le delusioni, qualsiasi vanità che crede di aver mancato il destino; i malesseri, i sogni vuoti, le ambizioni circondate di precipizi; chiunque speri un esito da un crollo; e infine, nella parte più bassa, la turba, questo fango che prende fuoco: ecco gli elementi della sommossa.<br />
Quanto c’è di più grande e quanti c’è di più infimo; gli esseri che s’aggirano fuori di tutto, in attesa di un’occasione, spostati, fuorilegge, vagabondi da trivio, quelli che di notte dormono in un deserti di case senz’altro che le fredde nubi del cielo e non al lavoro, gli sconosciuti della miseria e del nulla , gli sbracciati, gli scalzi, appartengono alla sommossa.<br />
Chiunque abbia nell’anima una rivolta segreta contro un qualsiasi fatto dello Stato, della vita o della sorte, è sul limite della sommossa e, non appena questa appare, comincia a fremere e a sentirsi sollevato dal turbine.<br />
La sommossa è una specie di tromba dell’atmosfera sociale che si forma improvvisamente in certe condizioni di temperatura e che, volteggiando, sale, corre, tuona, strappa, spiana, schiacci, demolisce, sradica, portando via con sé le nature grandi e le meschine, l’uomo forte e la spirito debole. il tronco d’albero e il filo di paglia.<br />
Guai a colui che porta via con sé, come a colui che urta! Li spezza l’uno contro l’altro.<br />
Trasmette a coloro di cui si impadronisce non si sa quale straordinaria potenza. Riempie il primo venuto della forza degli avvenimenti; fa proiettili con tutto. Trasforma una pietra in una alla di cannone e un facchino in un generale.<br />
A dare ascolto a certi oracoli della politica subdolo, dal punto di vista del potere un po’ di sommossa è desiderabile. Sistema: la sommosso consolida i governi che non rovescia. Mette alla prova  l’esercito; concentra la borghesia; stira i muscoli della polizia; accerta la forza dell’ossatura sociale. E’ una ginnastica; è quasi un’igiene. Il potere si sente meglio dopo una sommossa, come l’uomo dopo una frizione.<br />
[…] Per ogni cosa esiste una teoria che si proclama da se stessa “buon senso”; Filinto contro Alceste; mediazione offerta tra il vero e il falso; spiegazione, ammonizione, attenuazione un po’ altera che, essendo un misto di biasimo e di scusa, crede d’esser saggezza e spesso non è altro che pedanteria. Da ciò è nata tutta una scuola politica, chiamata giusto mezzo. Tra l’acqua fredda e l’acqua calda, essa rappresenta il partito dell’acqua tiepida. Questa scuola, con la sua falsa profondità, tutta superficiale, che anatomizza gli effetti senza risalire alle cause, rimprovera, dalla alto di una semi-scienza, le agitazioni della pubblica piazza.</p>
<p style="text-align:justify;">- Non siate buoni, usate la forza se necessario, la riforma non può essere approvata, ricordo gli anni universitari e le possibilità datemi grazie al diritto allo studio di studiare ed i docenti che non si sono mai sentiti del tutto baroni. Siamo con voi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dellarivolta.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dellarivolta.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dellarivolta.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dellarivolta.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dellarivolta.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dellarivolta.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dellarivolta.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dellarivolta.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dellarivolta.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dellarivolta.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dellarivolta.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dellarivolta.wordpress.com/111/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dellarivolta.wordpress.com/111/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dellarivolta.wordpress.com/111/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=111&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Condizione degli Uomini</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 09:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Frammenti d'Autore]]></category>
		<category><![CDATA[blaise pascal 199 pensieri pensées seicento filosofo Pascal condizione dell'uomo "Frammento 199"]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginate un gran numero di uomini in catene, e tutti condannati a morte; ogni giorno  alcuni sono sgozzati sotto gli occhi degli altri; quelli che restano vedono la propria condizione in quella dei loro simili e, guardandosi tra loro con dolore e senza speranza, attendono il loro turno. Questa è l’immagine della condizione degli uomini [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=100&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/11/5154381401_1a52594739.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-103" title="abisso" src="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/11/5154381401_1a52594739.jpg?w=143&#038;h=79" alt="" width="143" height="79" /></a> Immaginate un gran numero di uomini in catene, e tutti condannati a morte; ogni giorno  alcuni sono sgozzati sotto gli occhi degli altri; quelli che restano vedono la propria condizione in quella dei loro simili e, guardandosi tra loro con dolore e senza speranza, attendono il loro turno. Questa è l’immagine della condizione degli uomini [*199, Blaise Pascal].</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dellarivolta.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dellarivolta.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dellarivolta.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dellarivolta.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dellarivolta.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dellarivolta.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dellarivolta.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dellarivolta.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dellarivolta.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dellarivolta.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dellarivolta.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dellarivolta.wordpress.com/100/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dellarivolta.wordpress.com/100/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dellarivolta.wordpress.com/100/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=100&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sulle Donne e sulla loro moderna propensione alla prostituzione. (breve pensare)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 16:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Articoli della Rivolta]]></category>
		<category><![CDATA["La Rivolta" "La Rivolta - Rivista Inesistente" pensiero differente letteratura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[donna questione femminile female woman rivolta prostituzione troia]]></category>

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		<description><![CDATA[«&#8230;Quando farete ritorno pieno di ricchezze e di gloria, vi sceglierete, nella più alta società,un’amica del cuore. Sarà una fanciulla moderna, colta e senza pregiudizi. Per quell’epoca la questione femminile, che ora sta sorgendo sarà matura, e sarà apparso un nuovo tipo di donna.»           1880, Dostoevskij. Perché quindi le donne? Perché in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=70&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a title="nei vicoli, meretrici ed innocenza" href="http://www.flickr.com/photos/roger_lebrume/4326865315/in/set-72157622321142661/" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-73" title="4326865315_03aefaf0d8_m" src="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/11/4326865315_03aefaf0d8_m.jpg?w=171&#038;h=137" alt="" width="171" height="137" /></a> «&#8230;Quando farete ritorno pieno di ricchezze e di gloria, vi sceglierete, nella più alta società,un’amica del cuore. Sarà una fanciulla moderna, colta e senza pregiudizi. Per quell’epoca la questione femminile, che ora sta sorgendo sarà matura, e sarà apparso un nuovo tipo di donna.»           1880, Dostoevskij.</p>
<p style="text-align:left;padding-left:30px;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
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<p style="text-align:justify;">Perché quindi le donne? Perché in piena crisi economica-finanziaria globale noi abbiamo scelto le donne? Non c’è nessuna forma di <strong>rivolta</strong> senza una autentica emancipazione femminile e lo sapeva anche la Beuvoir, una che di “femmine” sembrava se ne intendesse, sembrava, perché la sua analisi a distanza di un cinquantennio non è proprio un pilastro su cui poggiarsi quando ci si riferisce al femminismo ed ancora all’emancipazione.</p>
<p>Una sottile curiosità porta l’uomo ad interessarsi a codesti rosei argomenti, diciamo pure in modo semplice, per affermare il comune pensare. Si sa, la maggior parte delle volte, gli uomini (loro) vedono noi altri esseri umani, come fermi in posizione prona ad aspettare che il piacere penetri in qualche luogo ed in qualche modo fino all’estrema sazietà intellettuale. Sforzarsi di vedere delle diversità dopo anni violenti e devastanti di parità non è cosa facile ed infatti risulta alquanto impossibile.  In una sola parola: omologazione tra i sessi.<br />
Fanno una certa eccezione le madri di oggi e le madri nate decine e decine di anni fa, ma le ragazze o le donne che senza troppa fatica arrivano ai trentacinque anni, in esse non si riesce a scrutare un briciolo di diversità, pensi a quel punto: «bene, la parità ha funzionato» ma a che prezzo?</p>
<p>Quanti anni sono passati da quando le si immaginava sedute ad aspettare il proprio uomo, &#8211; le donne, dico &#8211; vicine ai fornelli, nell’alcova domestica e nel benessere della famiglia? Quanti anni sono passati dall’ultima volta che abbiamo visto una donna dedicarsi alle sue sensibilità e alle sue passioni? Che non fossero le stesse che ispiravano gli uomini come il lavoro ed il denaro?<br />
Sarà la mia giovane età ma in queste donne io riconosco solo uomini, ed un po’ uomo  sto diventando anch’io. Ed è questo, più di ogni altra cosa, che mi rende odiosa e detestabile, io non sarò mai un uomo! Le donne però sanno essere uomini fantastici, uomini in gonnella, uomini ambiziosi, aggressivi, uomini soldato, assassini, banchieri, presidenti, uomini e nient’altro che uomini, trasformati dagli uomini stessi per quella sorta di omologazione e di appiattimento intellettuale femminile.<br />
L’emancipazione, parola tanto osannata, viziata, gridata, liberata, e come tante altre parole di questo ultimo secolo breve e di questo nuovo già vecchio appena agli inizi: una menzogna. L’emancipazione è una farsa, ecco. Cita lo Zingarelli alla voce emancipare: [vc. dotta, lat. emancipare, comp. parasintetico di mancipium ‘acquisto di proprietà’, ‘schiavo acquistato’, comp. di manus ‘mano’ e capere ‘prendere’] A v. tr. (io emancipo), rendersi libero da qualcosa o da qualcuno; emancipato, cita successivamente: privo di condizionamenti nel modo di pensare, di vivere e sim.: una ragazza emancipata. Vedete? L’esempio della donna è diventato grammatica e pragmatica. La si usa per tutto, espressamente indolore anzi radical-chic e liberale nel pensiero, colta se vogliamo perché i bifolchi sono coloro che pretendono altro, pretendono una donna all’antica, madre e sguattera, quindi, insomma l’emancipazione è cosa buona e giusta (forse le vedremo anche in gonnelle nere un giorno), una cosa da rispettare e difendere.<br />
Eppure perché continuiamo a leggere di soprusi? Non è che tutta questa emancipazione non esista? Ed è solo un modo per rendere le donne troie? Senza offesa alcuna. Qualcuno ha detto che l’emancipazione è l’anticamera del troiaio, discutibile, criticabile, ma non del tutto errato.</p>
<p>Si potrebbe dire che le donne d’oggi vivono una doppia personalità se non una tripla (ma vedremo solo in seguito questa terza parte): la prima dettata da un senso di emancipazione che come detto sopra è una farsa bella e buona, la seconda di stampo più mediatico e che le vede protagoniste dello show: sguardi, seduzioni, concessioni e che di emancipazione ha ben poco se non con finalità volutamente imprenditoriali e carrieristiche. In poche parole, o son libere di essere come l’uomo o son libere di essere troie. Ma in entrambi i casi, ricordando gli eterni rimproveri mossi agli uomini, possiamo ben dire che la donna si prostituisce ed è questa la sua moderna ed attuale propensione quotidiana.</p>
<p><em>Le donne, le donne, le donne… o l’omo!</em> .</p>
<p>In Germania si pensa a delle quote azzurre, negli states grandi company vedono rosa i loro top manager, in sud America la donna è leader di partiti politici, in Europa lo stesso, in Italia, ahimè, noi donne siamo spudoratamente sfacciate crudeli, moderne e puttane. Eppure eravamo totalmente diverse, e non è difficile immaginare una donna diversa, basti pensare alle nonne.<br />
Le nostre nonne a cui abbiamo sempre guardato con disprezzo e rabbia, dedite ad un bene superiore, come l’educazione dei bambini, l’economia domestica, l’alimentazione e che hanno ottenuto il suffragio universale, il divorzio, l’aborto, hanno ottenuto l’indipendenza &#8211; se vogliamo &#8211; (l’inizio del percorso di emancipazione) ed ora le nuove generazioni che sono cresciute nel divorzio, nel suffragio universale, nel lavoro, sono diventate degli aguzzini e sapere che cresceranno i loro figli a questo modo apre uno scenario non molto piacevole da osservare ed da esperire. Ed è l’unico modo di leggere queste poche parole, in virtù del ruolo educativo svolto dalla donna, il futuro dipende molto da loro, da noi.</p>
<p>Cosa succede allora se le donne non hanno più la femminilità che le contraddistingueva e in una coppia si possono notare chiaramente due uomini? Cosa succede se la donna pensa alla femminilità come ad un vestitino intimo o a delle calze sexy?<br />
In questo ultimo decennio abbiamo visto donne trasformarsi in famelici torturatori,  le immagini di Abu Ghraib sono ancora presenti nella nostra testa, le abbiamo viste fare i terroristi, le presidenti, con il loro visino delicato torturavano, violentavano, picchiavano, le abbiamo viste picchiare bambini, uccidere anziani, fare la guerra, tutto e per tutto uguali agli uomini e questa la chiamano forse emancipazione? Di certo però se vogliamo parlare di uguaglianza siamo tutte contente. A ciascuno il suo direbbe un caro amico siciliano, uomo.</p>
<p>Leggiamo nei libri del “gentil sesso”, eppure io sono sempre stata una stronza e mi da anche un certo fastidio notare della cavalleria, la reputo stupida e volgare.</p>
<p>La prostituzione è la nuova identità femminile. E’ l’unica differenza tra noi e loro. Si intende, anche loro potrebbero (e vorrebbero), ma l’insieme è alquanto ridotto se paragonato all’universo sessuale che s’apre agli occhi di una ragazza. A differenza di loro uomini-schiavi, le donne hanno un elemento in più, sono tutto sommato uomini-schiavi-puttane e questo favorisce i rapporti, almeno in giovane età, siamo sprintose, arroganti, ambiziose, le peggiori personalità umane incarnano il profilo di donna. Siamo volgari, false, siamo stupide, cretine, in una parola, siamo troie. Non è che sia un modo per offenderci, anzi il termine troia dovrebbe essere rivisitato, dovremmo operare linguisticamente e sostituire alla parola donna la parola troia non per altro ma solo per identificare il sesso che fu gentil in quest’altro che non lo è.<br />
Qualcuno obietterà moralismi e falsi principi etici ma la mia dissertazione non verte certo su consigli e su modelli di comportamento, è una semplice fotografia che seppur si compone per luoghi comuni ne infrange altri che oramai non hanno più niente di comune.<br />
Dire che la donna non è altro che un uomo con formose rotondità e con qualche chilo in più non è fare del moralismo. Dire, invece, che tendono alla prostituzione nel modo più volgare e schifoso possibile, cioè nella possibilità di accaparrarsi un uomo, un lavoro è quanto di più vero ci sia in questi ultimi anni. Io stessa ho usato il mio corpo più di una volta&#8230;<br />
Le donne si sentono in qualche modo un po’ come gli ebrei, i primi vittime del mondo, le seconde vittime dell’uomo. E come gli ebrei che hanno imparato poco dalla storia, ergendo mura, uccidendo, torturando, invadendo i territori della Palestina, così le donne hanno chirurgicamente operato sulla pelle degli uomini tanto che diventa oramai raro sentir un uomo parlar bene di una donna. L’uomo si trova costretto a competere anche con la donna e non solo con altri uomini, ed è una competizione impari: la conseguente non emancipazione delle donne fino agli anni novanta, ha causato una eccessiva presenza di uomini nei centri decisionali, avere come interlocutore un uomo che ti guarda il seno e sai di avere un bel seno non può che fare piacere se pensi che tanto non potrà mai andare più in là di un’occhiata. Spero tutto questo duri il più possibile, perché fin quando ci sarà qualcuno che parlerà della questione femminile e della parità, avremmo solo vantaggi.<br />
Il femminismo è morto da un po’ e le energie espresse diversi decenni fa hanno alimentato spettacoli poco lusinghieri spesso scadenti fatti semplicemente per agevolare il sesso del più forte, il nostro.<br />
Cosa c’è di più orribile? Abbiamo perso la femminilità e perderemo ben presto anche la bellezza e nulla ci potrà salvare.</p>
<p>Cosa succede di riflesso nell’universo maschile? Sebbene sull’uomo ricadano ancora vecchie aspettative, come il lavoro, il reddito e la carriera. Le possibilità che queste si avverino oggi sono infinitamente meno probabili di quanto potesse succedere venti o trent’anni fa.<br />
Le aspettative deluse, inevase, sopite e pur sempre richieste trascino l’uomo in una sorta di eterna fanciullezza, come se il ruolo della madre venisse sospeso così da diluire anche il ruolo di figlio. Le donne stanno trasformando questa società e questo è oramai un dato di fatto, il loro modo di comportarsi cambia le leggi che regolano le relazioni uomo-donna.<br />
Mentre il mio compagno ha difficoltà a trovare lavoro (io invece ho una vasta scelta dalla commessa alla babysitter, fino all’ingegneria e alla tecnica, considerando i lavori di maestra, centri di bellezza, e tutto quello che è chiamato lavoro per donne) io vedo donne farsi accompagnare a casa, farsi pagare una cena o la birra la sera, farsi corteggiare, etc, etc…</p>
<p>Ed arriviamo infine al terzo punto, cioè a quelle donne che hanno una personalità difficile da identificare, che sono cresciute con poca televisione, che hanno eretto uno scudo tutto femminile contro le malvagità di questo mondo. Queste donne sono delle più rare in assoluto non hanno “relazioni” con gli uomini e cercano di cambiare il mondo secondo principi del tutto estranei, sono la parte più evoluta del genere umano e dalla loro progenie nasceranno coloro che governeranno il futuro. Ed è proprio questa la differenza: la maternità e la magia.<br />
La volontà di essere madre predispone la femminilità verso qualcosa che l’uomo non potrà mai capire o essere, io sono qualcosa di magico, eppure molte donne vedono nella maternità un ostacolo al proprio  modo di affermarsi (leggiamo: un ostacolo alla loro trasformazione in uomo).<br />
La moderna società occidentale ha un tasso di natalità molto basso, l’America e l’Europa si popolano solo grazie all’immigrazione, cioé a quella società straniera intrusa e povera, proveniente da paesi fatti di vecchie tradizioni e antichi costumi.<br />
Il pensiero femminile, la sensibilità verso realtà nascoste, la magia, il motivo per cui tante di noi sono state arse vive nelle pubbliche piazze, indicate come streghe e torturate mi fa credere che io sono diversa e che questo maledetto concetto di parità inteso in determinate condizioni alla quale io non voglio assolutamente far parte (che lavorassero loro dietro grosse macchine o andassero loro ad ammazzarsi in Iraq) mi fa incazzare, e tutte le volte che sento discorsi sull’indifesa fragile figura femminile mi verrebbe voglia di dire: uomini, noi donne qui ed ora siamo delle gran puttane.</p>
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		<title>Rivoluzione Monicelli</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 17:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La generazione corrotta va spazzata via. Le parole del maestro sanno di futuro. Teniamoci pronti!!!<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=55&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://dellarivolta.wordpress.com/2010/03/26/55/"><img src="http://img.youtube.com/vi/tIUwzqYvfp8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>La generazione corrotta va spazzata via.</p>
<p>Le parole del maestro sanno di futuro.</p>
<p>Teniamoci pronti!!!</p>
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		<title>Indolenza</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Articoli della Rivolta]]></category>
		<category><![CDATA["La Rivolta - Rivista Inesistente" pensiero differente letteratura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[anima amore fine del mondo cancro La Rivolta rivoluzione storia di un condannato a morte morte vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ultimo tempo della sua permanenza sulla terra un uomo ebbe i suoi ultimi chiari pensieri, per questo più tremendi, che non l&#8217;avrebbero più lasciato in pace. Era in punto di morte ma seppe risplendere immensamente nell’oscurità, e ancora oggi quella sua luce meravigliosa attraversa l’universo e gli spazi esistenti e la si può scorgere in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=48&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a title="in vecchi ricordi" href="http://www.flickr.com/photos/roger_lebrume/4456497991/" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-50" title="giobbe" src="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/03/giobbe1.jpg?w=207&#038;h=136" alt="" width="207" height="136" /></a>Nell’ultimo tempo della sua permanenza sulla terra un uomo ebbe i suoi ultimi chiari pensieri, per questo più tremendi, che non l&#8217;avrebbero più lasciato in pace. Era in punto di morte ma seppe risplendere immensamente nell’oscurità, e ancora oggi quella sua luce meravigliosa attraversa l’universo e gli spazi esistenti e la si può scorgere in lontananza, proprio dietro un’infinità di altre stelle.</p>
<p>«Non voglio però che sia paura, non ho paura, i miei timori sono inaccessibili alla psiche e alla morte», pensai nell’istante in cui quegli uomini svelarono senza sentimento la mia vera natura. Accadde che nei giorni prima della mia morte un uomo vestito di bianco mi venne accanto e mi sussurrò una natura diversa da quella che avevo sempre conosciuto. Ebbi attimi di smarrimento, in quella camera lucente, nel tempo di un breve istante, smisi per sempre di fantasticare. Mentre mi parlava, agitava mani, prendeva carte e documenti, cercava la prova inconfutabile della sua scienza ed arrivarono le fotografie. Esse mostravano le immagini di un’oscura creatura presente nel mio piatto ventre, una creatura che io stesso alimentavo con le mie forze e la mia energia.<br />
- Ho passato tutta la vita nel rispetto delle leggi, ho amato questa eternità e la sua natura ed ho abbracciato tutto ciò che mi circondava e che tutt’ora mi circonda, in armonia, in pace, ma è evidente, non è bastato. Ricordo anche di essere stato forte: non una lacrima versata, non un segno debole; eppure questa terra mi ha ucciso spietatamente, non ha risparmiato neanche il suo uomo più virtuoso e buono.<br />
Avrei voluto morire senza dolore ed invece mi tocca pensare a tutto ciò che mi si <strong>rivolta</strong> dentro con rabbia ed odio.<br />
Mi chiamo Giobbe e sono malato di cancro.<br />
Hanno parlato di una mela, oh mia ingenua ignobile ignoranza, la mela era là, su di un albero a ridosso di quella piccola montagna di rifiuti ma di quel rivolo nero che scendeva nessuno ha fiatato, nessuno ha veduto.<br />
Avrei potuto fare di più? E’ una domanda che ancor oggi mi ossessiona. Dove ero quando migliaia di bambini venivano al mondo malati? Con tutte quelle malformazioni, come mutilati dallo scoppio di bombe? Dove ero quando mio padre gettava merda nel lago dei miei ricordi mentendo oltraggiosamente? Dove ero quando quel caro amico tossiva sangue dopo un’intera giornata di lavoro tra le nebbie acide di una pianura malata? Indolenza, perversa indolenza.<br />
Qualcuno tra di noi è stato più audace, sapeva ed ha spento volontariamente la sua stupida pigrizia omicida ma anche questo non è bastato. Gli individui non hanno nessuna forza se lasciati soli e fin quando continueranno ad agire in solitudine non ci sarà nessun autentico cambiamento.<br />
Vorrei uccidermi prima di gridare, oppure da vigliacco ma senza piangere vorrei scappare, scappare da questa terra che mi ha reso così debole e malato, ma questa terra non ha nessuna colpa, la sua è soltanto vendetta. Questa terra non è più mia madre, questa terra con i suoi venti e le sue acque è la figlia malata e cattiva che vuole uccidermi. Non posso che inchinarmi al suo volere, non posso che aspettare la lama ed il suono silenzioso del taglio, in ginocchio e senza lacrime.<br />
La perla scura che porto dentro sarà il parto inumano dell’uomo e colpirà tutti come un proiettile. Sarà la furia di una nuova guerra quella che si riverserà sull’umanità, una guerra senza soldati e senza armi.<br />
Dopo tutto provo ancora un senso di umanità nel guardarmi allo specchio. La natura umana tende nella sua più nobile purezza ad un amore divino ed è l&#8217;anima che la guida in questo labirinto di sentimenti. Se solo i miei pensieri avessero dita e braccia avviserei all’istante i miei amici, e i miei fratelli, anzi avviserei il mondo intero: «smettetela di sorridere o di sperare, non c’è speranza in questo mondo e non ci sono punte soluzioni, ahimè non più». Cadrà dal cielo una pioggerella obliqua e porterà veleno fin dentro le finestre, e nei nascondigli dei potenti, <em>penetrerà nei loro palazzi e devasterà le loro città</em> e loro moriranno come  tutti noi qui seduti in strada e nelle campagne.</p>
<p>La sua morte ebbe la stessa identica importanza di ogni insignificante morte, eppure col passare del tempo mentre il mondo adempiva con veemenza alla sua vendetta, l’eco di quella voce si riflesse in ogni essere umano aggregando spiriti e corpi in quell’unico nobile sentimento d’amore, ma era troppo tardi per tornare indietro, era la fine del mondo.</p>
<p>﻿</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dellarivolta.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dellarivolta.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dellarivolta.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dellarivolta.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dellarivolta.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dellarivolta.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dellarivolta.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dellarivolta.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dellarivolta.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dellarivolta.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dellarivolta.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dellarivolta.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dellarivolta.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dellarivolta.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=48&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">giobbe</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Dove vola l&#8217;avvoltoio? (by I. Calvino, Cantacronache)</title>
		<link>http://dellarivolta.wordpress.com/2010/03/17/dove-vola-lavvoltoio-by-i-calvino/</link>
		<comments>http://dellarivolta.wordpress.com/2010/03/17/dove-vola-lavvoltoio-by-i-calvino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 09:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo nella Rivolta]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino Dove vola l'avvoltoio? Cantacronache Anarchia guerra pace canzone per la pace dopoguerra rivoluzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno nel mondo finita fu l&#8217;ultima guerra, il cupo cannone si tacque e più non sparò, e privo del tristo suo cibo dall&#8217;arida terra, un branco di neri avvoltoi si levò. Dove vola l&#8217;avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell&#8217;amor. L&#8217;avvoltoio andò dal fiume ed il fiume [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=37&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">Un giorno nel mondo<br />
finita fu l&#8217;ultima guerra,<br />
il cupo cannone si tacque<br />
e più non sparò,<br />
e privo del tristo suo cibo<br />
dall&#8217;arida terra,<br />
un branco di neri avvoltoi<br />
si levò.</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla terra mia,<br />
che è la terra dell&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:center;">L&#8217;avvoltoio andò dal fiume<br />
ed il fiume disse: &#8220;No,<br />
avvoltoio vola via,<br />
avvoltoio vola via.<br />
Nella limpida corrente<br />
ora scendon carpe e trote<br />
non più i corpi dei soldati<br />
che la fanno insanguinar&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla terra mia,<br />
che è la terra dell&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:center;">L&#8217;avvoltoio andò dal bosco<br />
ed il bosco disse: &#8220;No<br />
avvoltoio vola via,<br />
avvoltoio vola via.<br />
Tra le foglie in mezzo ai rami<br />
passan sol raggi di sole,<br />
gli scoiattoli e le rane<br />
non più i colpi del fucil&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla terra mia,<br />
che è la terra dell&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:center;">L&#8217;avvoltoio andò dall&#8217;eco<br />
e anche l&#8217;eco disse &#8220;No<br />
avvoltoio vola via,<br />
avvoltoio vola via.<br />
Sono canti che io porto<br />
sono i tonfi delle zappe,<br />
girotondi e ninnenanne,<br />
non più il rombo del cannon&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla terra mia,<br />
che è la terra dell&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:center;">L&#8217;avvoltoio andò ai tedeschi<br />
e i tedeschi disse: &#8220;No<br />
avvoltoio vola via,<br />
avvoltoio vola via.<br />
Non vogliam mangiar più fango,<br />
odio e piombo nelle guerre,<br />
pane e case in terra altrui<br />
non vogliamo più rubar&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla terra mia,<br />
che è la terra dell&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:center;">L&#8217;avvoltoio andò alla madre<br />
e la madre disse: &#8220;No<br />
avvoltoio vola via,<br />
avvoltoio vola via.<br />
I miei figli li dò solo<br />
a una bella fidanzata<br />
che li porti nel suo letto<br />
non li mando più a ammazzar&#8221;</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla terra mia,<br />
che è la terra dell&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:center;">L&#8217;avvoltoio andò all&#8217;uranio<br />
e l&#8217;uranio disse: &#8220;No,<br />
avvoltoio vola via,<br />
avvoltoio vola via.<br />
La mia forza nucleare<br />
farà andare sulla Luna,<br />
non deflagrerà infuocata<br />
distruggendo le città&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla terra mia,<br />
che è la terra dell&#8217;amor.</p>
<p style="text-align:center;">Ma chi delle guerre quel giorno<br />
aveva il rimpianto<br />
in un luogo deserto a complotto<br />
si radunò<br />
e vide nel cielo arrivare<br />
girando quel branco<br />
e scendere scendere finché<br />
qualcuno gridò:</p>
<p style="text-align:center;">Dove vola l&#8217;avvoltoio?<br />
avvoltoio vola via,<br />
vola via dalla testa mia&#8230;<br />
ma il rapace li sbranò.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dellarivolta.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dellarivolta.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dellarivolta.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dellarivolta.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dellarivolta.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dellarivolta.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dellarivolta.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dellarivolta.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dellarivolta.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dellarivolta.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dellarivolta.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dellarivolta.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dellarivolta.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dellarivolta.wordpress.com/37/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=37&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Apocalisse Morbida</title>
		<link>http://dellarivolta.wordpress.com/2010/02/21/lapocalisse-morbida/</link>
		<comments>http://dellarivolta.wordpress.com/2010/02/21/lapocalisse-morbida/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Articoli della Rivolta]]></category>
		<category><![CDATA[essere supremo dio racconto rivoluzione rivolta pensiero suicidio omicidio apocalisse morte]]></category>
		<category><![CDATA[L'apocalisse morbida]]></category>

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		<description><![CDATA[Io sono l&#8217;Osservatore Onnipresente del mondo, il soffio vitale che tende alla perfezione e la nasconde nel caos, non ho sesso, non ho occhi, né bocca, vago in un non-tempo e tutto abbraccio. Un giorno ho posato il mio sguardo invisibile e sottile tra i mortali, ho sentito infiniti dolori ed infinite grida, ed ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=24&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a title="girlfriend suicide frame" href="http://www.flickr.com/photos/roger_lebrume/4155468805/" target="_blank"><img class="alignleft size-large wp-image-29" title="apo_pic" src="http://dellarivolta.files.wordpress.com/2010/02/apo_pic.jpg?w=221&#038;h=147" alt="" width="221" height="147" /></a>Io sono l&#8217;Osservatore Onnipresente del mondo, il soffio vitale che tende alla perfezione e la nasconde nel caos, non ho sesso, non ho occhi, né bocca, vago in un non-tempo e tutto abbraccio. Un giorno ho posato il mio sguardo invisibile e sottile tra i mortali, ho sentito infiniti dolori ed infinite grida, ed ho pianto come mai prima d’ora.<br />
Di quest’ultimo secolo ricordo solo questo: ho visto schiavi addormentati vagare su un pianeta semi-distrutto, uomini sorridenti nei loro bei vestitini avvezzi al male. Ho visto donne, bambini, uomini, morire di fame e di sete, mitra spianati, e inganni religiosi.<br />
Un giorno, nel  frastuono di questa apocalisse morbida, qualcosa mi trascinò verso una ragazza, una studentessa.<br />
Se ne stava seduta sul suo piccolo letto bianco. Vedevo in lei emergere grandi pensieri, come bagliori scintillanti e irregolari. In quelle lacrime di luce silenziosa leggevo solo angoscia. Avrei voluto dirle che potevo ascoltare il suo cuore, ma mi limitai ad un caldo vortice appena percepibile.<br />
Lei amava e odiava un uomo, non concepiva alcun futuro insieme a lui, e su di lui avrebbe espresso il suo desiderio di morte, coinvolgendolo segretamente.<br />
Ogni suo sogno veniva regolarmente massacrato da una forza misteriosa, quella stessa forza che aveva creato le piaghe del tempo: disoccupazione, fame, depressione, debito, violenza&#8230;<br />
Ora voi penserete, che non c&#8217;è mistero in questo, poiché tutto ciò che l&#8217;uomo crea è un fenomeno comprensibile, ma io vi dico, che vedo l&#8217;uomo spingersi oltre le sue capacità naturali quando deve farsi del male. Quindi la vera scoperta non è ciò che l&#8217;uomo crea nell&#8217;immediato, ma le conseguenze di questo suo agire, un mare immondo di sporcizie mentali in cui si ritrova, in cui è sommerso.<br />
Osservavo meravigliato un&#8217;idea di rivoluzione volutamente sopita in lei, e proprio questa continua repressione di un ideale tanto nobile, scavava un buco enorme che man mano l’avrebbe divorata nell’azione. Un verme ingordo di felicità strisciava in quel povero corpo, e tra i suoi pochi desideri ancora non fagocitati dalla bestia, spiccava quello del suicidio, inteso come fine ottimale, come unica via di uscita, come disprezzo e abbandono non tanto del mondo, quanto degli uomini che lo abitano.<br />
Ma c’era quell’uomo, il suo compagno. Lui la teneva stretta ad un immaginario che oramai non riusciva più a sopportare. Le sue dolci parole d’amore avevano il sapore amaro della sconfitta e della codardia.  Ed ho visto il veleno scivolare nel cristallo, un piccolo tradimento, una goccia di sangue, il sorriso della fine&#8230;<br />
Poco tempo dopo erano abbracciati su un grande letto dalle lenzuola rosa, fu l&#8217;ultimo giorno di sole per loro, l&#8217;ultimo giorno senza amore.<br />
Tra le caratteristiche più ignobili della società che osservavo, una mi è parsa veramente orribile: il sistema omicida. L&#8217;uomo ha ideato questo sistema che si auto-gestisce e si rivolta contro il suo creatore. Se avesse impiegato tutta questa potenza per migliorarsi avrebbe creato il paradiso. <em>C’est ridicule!</em> Io che vedo l&#8217;insieme, so che il fine ultimo della materia, è quello di potersi autocomprendere pienamente in tutte le sue caratteristiche, oscure e manifeste.<br />
Mi sono divertito nei secoli con la letteratura, la filosofia e l&#8217;Arte, tutti notevoli strumenti di cui si è  servita l&#8217;umanità  per provare a  squarciare il velo dell&#8217;ignoranza, ma oggi, non c&#8217;è traccia di questo.<br />
Così, ciò che io vedo non è  vita, sono soltanto ciechi che camminano immersi in una patina di odio.</p>
<p>Io, che osservavo tutt&#8217;intorno, non potei fare a meno di notare, che un attimo prima di andarsene, quei due ragazzi aprirono veramente gli occhi al cielo.Fu li, in quell&#8217;attimo di assoluta contemplazione, che fecero la mia conoscenza e smisero di pensarmi con quel buffo nome di Dio.<br />
Nella morte non c&#8217;è inganno, nella vita esistono innumerevoli trappole.<br />
Mentre gli esseri umani continuano nelle loro faccende quotidiane, nei loro lavori inutili, con la netta convinzione di dover occupare il loro tempo usando la mente per cose stupide, io vedo soltanto finzione nei loro propositi: una costante e millenaria paura della verità.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dellarivolta.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dellarivolta.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dellarivolta.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dellarivolta.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dellarivolta.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dellarivolta.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dellarivolta.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dellarivolta.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dellarivolta.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dellarivolta.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dellarivolta.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dellarivolta.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dellarivolta.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dellarivolta.wordpress.com/24/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=24&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;attesa della Mossa</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 19:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Rivolta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli Articoli della Rivolta]]></category>
		<category><![CDATA[L'Attesa della Mossa]]></category>
		<category><![CDATA[rivolta periodico rivista rivoluzione malcontento denaro ribellione scacchi]]></category>

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		<description><![CDATA[(Quanti altri Secoli dobbiamo aspettare?) - Storia di una rivista, Inizio. dalla redazione de “La Rivolta” &#8230;1789… oggi, 2010 e non è cambiato nulla. Siamo sempre qui, e sempre come allora, siamo seduti ad un tavolo rigorosamente tondo  e inevitabilmente di legno, intenti in un gioco brutale. Spetta ad uno di noi muovere e si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dellarivolta.wordpress.com&amp;blog=11471140&amp;post=5&amp;subd=dellarivolta&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>(Quanti altri Secoli dobbiamo aspettare?)<br />
- Storia di una rivista, Inizio.<br />
dalla redazione de “<span style="color:#000000;"><em>La Rivolta</em></span>”</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230;1789… oggi, 2010 e non è cambiato nulla.<br />
Siamo sempre qui, e sempre come allora, siamo seduti ad un tavolo rigorosamente tondo  e inevitabilmente di legno, intenti in un gioco brutale.<br />
Spetta ad uno di noi muovere e si sentono già i minuti passare, così l’altro, in tutta libertà, adagia il suo viso al pugno e osserva… e, mentre osserva vede pronto un errore capace di lasciarli la vittoria tra le mani e subito sorride, ma poi nota gli occhietti nerissimi dell’avversario correre su e giù per la scacchiera, cercando invano tra il rovescio del cavallo e la mossa della torre, osservando freneticamente i vari pezzi, indugiando ora su uno, ora su un altro, ecco, il nemico  prepara la sua mossa.<br />
Da quel suo bel volto, il giocatore esprime il proprio arido immaginare e con qualche falsa proiezione di successo s’anima scompostamente sulla sua seggiola mentre tu sempre attendi&#8230; Sì, tu attendi, paziente il tocco, la mossa, ma l’attesa spezza ogni buon proposito e s’alza la rabbia ed è già guerra.<br />
E solo allora si fanno avanti e sembrano, costoro, di avere il diritto a mostrare tutta la loro forza, magari uccidendo l’ingenuo malcapitato pedone, oppure, minacciando il Re e tu li osservi, i tuoi nemici, li osservi dalla tua parte, pensi siano stupidi e li lasci fare, contento che l’attesa stia per svanire ed è possibilmente: “Azione”. Ma l’inganno si protrae e la mano si ritira nel pensiero mentre l’azione scompare nuovamente nell’infinito scorrere del tempo ed io che m’accorgo solo ora della vittoria ne ho già smarrito la via, il mio pensiero vacilla, confuso, e mi arrendo al silenzio, ad altro interminabile silenzio…<br />
Sono un corpo appeso, attendo con gioia la morte mentre vedo dondoloni un mondo ed il suo abbandono. Lo vedo con occhi lucidamente stanchi di colui che dopo aver atteso invano il cambiamento s’abbandona a se stesso in solitudine.<br />
Eppure non mi sento stanco, e questi primi pensieri così sciocchi hanno vita breve. In realtà attendo che qualcuno mi sollevi, che mi sciolga il nodo che mi tiene legato e sono certo che anche colui che aspetto attende l’aiuto di qualcun altro in una catena senza fine dove ogni uomo è separato volutamente dall’altro e dove ogni uomo cerca disperatamente l’altro.<br />
L’attesa è anche questo, il momento del pensare, di un pensare collettivo, lo scrutare negli occhi dei passanti una comune rabbia e mi viene in mente Vladimiro ed Estragone credo siano ancora lì ad aspettare Godot, o Dio, o quel che era.<br />
Ma tutto questo è letteratura. L’attesa è più che una dimensione romantica: è politica, è sociale &#8211; come si è detto -, ha la caratteristica arcana della psiche, e il timbro d’una nota sospesa. Ad aspettare si condividono tante emozioni e presto la gente inizia a balbettare pretese, diritti, qualche parola in più su certe tematiche e qualche parola in meno su altre meno importanti, ma tutto sommato ci si unisce, si collabora, e a nessuno di loro verrebbe mai in mente di salire per primo o di prenderlo al volo, il treno, dico, quel treno che dovrebbe passare.<br />
Ma quel treno non passerà ed <em>essi rovesceranno i templi e inonderanno di sangue i palazzi</em>; le stazioni, tutte, saranno irrimediabilmente distrutte e mai più ricostruite. E ciò che resterà in piedi sarà lo stesso palo di prima con me (noi) sempre appeso insieme a tutti i sogni e all’immaginazione <em>a cantar canzoni</em>.<br />
E sono certo, presto o tardi, se non arriverà nessuno scioglierò da solo il mio nodo e scenderò nel mondo e correrò da coloro che mi aspettano per continuare ciò che è stato iniziato e per distruggere tutti quei pali che altro non sono che sbarre di una cella vuota che vede i suoi prigionieri penzolanti e non reclusi.</p>
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